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Miho Sushi

SEI UNA DONNA? NON PUOI FARE LA CHEF DI SUSHI

La clientela tipo dei ristoranti di sushi è prevalentemente donna. Lo confermano non solo le presenze ai nostri tavoli ma anche gli insight dei social e le statistiche del nostro sito web.

A pochi giorni dall’8 marzo, festa delle donne, cerco di immaginare i motivi in grado di spiegare questo colpo di fulmine tutto al femminile che non accenna a scemare.

Le donne sono innamorate del sushi, ecco perché:

  • Perché mangiare sushi trasmette una sensazione di appagamento e al tempo stesso di “non ingrassamento” (concedetemi questo termine). Ovvero, prova costume non a rischio.
  • Perché il sushi esteticamente è bello, fantasioso, decorativo. Ne abbiamo discusso in questo post.
  • Perché alcune sostanze contenute nei piatti dei ristoranti sushi, come gli edamame, sono efficaci per la sessualità femminile. Ne parlavamo qui

Ok stop, fermiamoci qua. Basta con le generalizzazioni, con gli stereotipi e con i luoghi comuni, tutte anticamere della discriminazione di genere.

A tante, tantissime donne non piace il sushi. A tanti, tantissimi uomini il sushi fa impazzire.

Ogni 8 marzo l’augurio è lo stesso: si rifletta attorno al tema dell’uguaglianza tra donne e uomini sempre, non solo in un giorno dell’anno.

Sei una donna? Non fare il Sushi, cerca un altro mestiere!

Sapevi che nella cultura tradizionale giapponese gli itamae, gli chef di sushi, dovrebbero essere uomini? Le abilità nel preparare il sushi infatti erano tradizionalmente trasmesse di padre in figlio. E per quale motivo? Le donne con il coltello potrebbero farsi del male? Peggio. 

È opinione diffusa che le donne non possano essere chef di sushi perché hanno le mani troppo calde o perché non sarebbero affidabili in certi periodi del mese (ebbene sì). Lo spiega Yoshikazu, figlio del celebre Maestro del Sushi Jiro Ono, in un’intervista del 2011. 

«Per essere un professionista del sushi bisogna avere un palato equilibrato, ma a causa del ciclo mestruale le donne non ce l’hanno: per questo motivo non possono essere chef di sushi».

«Spero che un giorno non si parlerà più di chef di sushi uomo o donna, ma solo di chef di sushi», ha detto Yuki Chidui, che gestisce il Nadeshiko Sushi, il primo e unico ristorante di sushi del Giappone gestito interamente da donne.

Gli chef di sushi, come i lottatori di sumo e le geishe, sono figure stereotipate della cultura giapponese: secondo il luogo comune dovrebbero essere uomini anziani, seri e preferibilmente pelati (!).

In realtà «Gli chef uomini hanno paura che le donne portino via il “loro” lavoro. In parte, è per questo che non vogliono donne nel personale». Lo afferma Sachiko Goto, direttrice della Tokyo Sushi Academy (circa un quinto degli studenti dell’accademia sono donne che cercano di affermarsi nel settore).

Fonte notizia.

Colgo l’occasione per ringraziare e festeggiare tutte le mie colleghe del gruppo Miho. Sono tutte essenziali, tutte decisive, sempre, 365 giorni all’anno, 8 marzo compreso 😉

P.s. sì anche per l’8 marzo il gruppo Miho ha in serbo una sorpresa per tutte le donne, seguiteci su Instagram e su Facebook per saperne di più!

Mi chiamo Roberto, sono un blogger dal 1999 e un sushi-lover dal 2007. Come abbinare le mie due passioni? Semplice, bloggando per Miho, uno dei brand più prestigiosi nel settore dei ristoranti giapponesi.